POLICY ANTIRICICLAGGIO

Il rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo (AML o Anti Money Laundering) è inevitabilmente connesso all’operatività dei servizi finanziari e, dunque, anche i fornitori di servizi di crowdfunding possono essere esposti a questi rischi. Ciò può accadere sia dal lato degli Investitori, i quali fanno transitare i loro capitali verso i conti appositamente aperti per finanziare i progetti di Walliance, sia dal lato degli Offerenti, i cui requisiti di onorabilità e professionalità vengono adeguatamente verificati da Walliance - nell’ambito di ad un’attenta valutazione del progetto - al fine di garantire la regolarità dei progetti.

La normativa italiana - fino ad oggi - non ha incluso le piattaforme di crowdfunding tra i destinatari della normativa antiriciclaggio di primo e di secondo livello. Questo perché gli obblighi previsti per contenere i rischi legati al riciclaggio dei capitali sono demandati agli Istituti bancari, alle SIM, e alle Imprese di investimento con cui operano le piattaforme di crowdfunding e che, a differenza di queste ultime, sono per legge soggetti obbligati ai fini antiriciclaggio.

In questo modo, la tutela delle piattaforme di crowdfunding e le finalità AML sono raggiunte comunque in maniera indiretta.

Diversamente accade per la normativa francese. Infatti, i punti 4° e 6° dell'art. L. 561-2 del Code Monétaire et Financier (CMF) includono espressamente tra i destinatari della normativa antiriciclaggio (LCB/FT o "Lutte contre le blanchiment de capitaux et le financement du terrorisme") anche le piattaforme di crowdfunding (definite piattaforme di “finanziamento partecipativo”).

Nel contesto della normativa comunitaria, il Regolamento UE 2020/1503 di recente emanazione per gli ECSP (European Crowdfunding Service Providers), pur riconoscendo i pericoli di riciclaggio a cui sono esposte le piattaforme di crowdfunding, non le include tra i soggetti destinatari della normativa antiriciclaggio. Ciò nonostante, nei considerando del Regolamento, sembra cogliersi una spinta in tal senso per il futuro.

A fronte di questo quadro normativo, Walliance, per tutelarsi e per garantire la massima trasparenza e la regolarità della propria operatività sia nei confronti degli Investitori, sia degli Offerenti, ha adottato e provvede ad aggiornare continuamente una Policy antiriciclaggio interna, che definisce le linee guida e le procedure adottate per la prevenzione, la mitigazione e la gestione del rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo al suo interno.

Tale Policy regola l’operatività sia di Walliance S.p.A, sia di Walliance France ed è modellata nel rispetto delle disposizioni dettate dalla IV e dalla V Direttiva Antiriciclaggio, le quali hanno dettato il framework normativo a cui si sono adeguate le singole legislazioni nazionali.

Nello specifico, la Policy antiriciclaggio di Walliance:

  • Traccia il quadro normativo di riferimento;
  • Espone in modo articolato il funzionamento dei software avanzati di cui si avvale Walliance per il monitoraggio e la segnalazione continui dei rischi antiriciclaggio legati agli utenti che si iscrivono e che investono tramite la piattaforma;
  • Enuclea i ruoli e le responsabilità dei singoli Organi Societari e del Responsabile Antiriciclaggio;
  • Affronta i rischi di riciclaggio in cui può incorrere Walliance nello svolgimento della propria attività di crowdfunding;
  • Definisce i metodi e le procedure che il personale mette in atto per mitigare e gestire il rischio di riciclaggio e per monitorare continuamente la regolarità dell’operatività di Walliance.
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