Negli ultimi giorni la stampa ha dato grande evidenza a un’importante novità normativa: l’estensione della garanzia del Fondo di Garanzia per le PMI anche alle operazioni di crowdfunding e social lending, prevista da un decreto MIMIT/MEF in via di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Si tratta di un passaggio potenzialmente molto rilevante per il settore, perché introduce – a determinate condizioni – una forma di copertura pubblica su strumenti di finanziamento veicolati tramite piattaforme autorizzate.
Ma cosa significa concretamente per gli investitori? E soprattutto: tutti i progetti potranno beneficiarne?
Facciamo chiarezza, punto per punto.
Che cos’è il Fondo di Garanzia per le PMI
Il Fondo di Garanzia per le PMI è uno strumento pubblico istituito con la Legge 662/1996, finalizzato a facilitare l’accesso al credito delle piccole e medie imprese italiane.
Tradizionalmente, il Fondo interviene garantendo una percentuale del finanziamento concesso da banche o intermediari finanziari alle imprese. In caso di inadempimento dell’impresa, il Fondo copre una parte dell’importo garantito, riducendo il rischio per il soggetto finanziatore.
La novità ora consiste nell’estensione di questo meccanismo anche agli strumenti di crowdfunding, inclusi – in determinate configurazioni – quelli di social lending.
Cosa prevede l’estensione al crowdfunding
Secondo quanto riportato, la garanzia pubblica potrà coprire fino al 80% dell’importo investito, con riferimento a specifiche operazioni realizzate tramite fornitori di servizi di crowdfunding autorizzati ai sensi del Regolamento UE 2020/1503 (ECSP).
È fondamentale comprendere alcuni aspetti chiave:
La garanzia non è automatica.
Non si applica indistintamente a tutte le operazioni pubblicate su una piattaforma.
La richiesta di accesso alla garanzia viene presentata dal fornitore di servizi di crowdfunding (quindi dalla piattaforma), non dal singolo investitore.
La garanzia è concessa a favore degli investitori, ma è attivabile solo in presenza dei requisiti previsti dal Fondo e previa approvazione dell’operazione.
In altre parole: non è una “copertura di sistema” su tutto il crowdfunding, ma uno strumento selettivo.
Come funzionerebbe operativamente per un investitore
Se un progetto fosse ammesso alla garanzia del Fondo:
L’impresa proponente dovrebbe rientrare nella definizione di PMI e rispettare i requisiti di ammissibilità previsti dal Fondo.
La piattaforma dovrebbe presentare richiesta di accesso alla garanzia.
Il Fondo, tramite il gestore (Mediocredito Centrale), dovrebbe deliberare l’ammissione.
Solo dopo l’approvazione, l’operazione verrebbe qualificata come assistita da garanzia pubblica.
In caso di successivo inadempimento dell’impresa (secondo le condizioni previste), il Fondo interverrebbe coprendo fino al 80% dell’importo garantito.
È importante sottolineare che:
La garanzia non elimina il rischio di investimento.
Non copre il 100% del capitale.
Non si attiva in modo automatico al primo ritardo.
È subordinata al rispetto di procedure e condizioni precise.
Si tratta quindi di una mitigazione parziale del rischio, non di una trasformazione dell’investimento in uno strumento “risk free”.
Non tutti i progetti potranno accedere alla garanzia
Questo è il punto più importante da chiarire agli investitori.
Non tutti i progetti pubblicati su una piattaforma di crowdfunding potranno beneficiare della garanzia del Fondo PMI.
L’accesso dipenderà da una serie di fattori, tra cui:
La natura giuridica dell’impresa (deve essere una PMI ammissibile).
La situazione economico-finanziaria dell’impresa.
Il rispetto dei parametri previsti dalla normativa del Fondo.
La tipologia di operazione finanziaria.
L’eventuale plafond disponibile.
Inoltre, la piattaforma dovrà valutare caso per caso se richiedere la garanzia e se l’operazione possiede le caratteristiche idonee per l’istruttoria.
Di conseguenza, potrebbero esserci progetti pubblicati su Walliance che:
– non richiedono la garanzia,
– non sono idonei alla garanzia,
– oppure non ottengono l’ammissione da parte del Fondo.
La presenza o meno della garanzia sarà quindi essere esplicitamente indicata nella documentazione dell’offerta.
Cosa cambia per il mercato
L’estensione della garanzia pubblica al crowdfunding rappresenta un riconoscimento istituzionale del ruolo ormai strutturale di questo strumento nel finanziamento delle imprese.
Può contribuire a rafforzare la fiducia nel settore e ampliare la platea di investitori interessati.
Tuttavia, non sostituisce l’analisi dell’investimento, la valutazione del business plan, del track record del promotore, della struttura dell’operazione e dei rischi rimane centrale.
Il ruolo di Walliance
Come piattaforma autorizzata ai sensi del Regolamento europeo ECSP, Walliance potrà valutare, per specifiche operazioni e laddove ne ricorrano i presupposti, la possibilità di attivare la procedura per l’accesso alla garanzia del Fondo PMI.
L’obiettivo rimane invariato: offrire agli investitori strumenti di investimento in economia reale con un livello di informazione completo e consapevole.
Una precisazione fondamentale
La garanzia pubblica:
Non elimina il rischio di perdita.
Non si applica automaticamente a tutte le offerte.
Non sostituisce la diversificazione del portafoglio.
Rappresenta uno strumento aggiuntivo di mitigazione del rischio, applicabile solo a determinate operazioni che rispettano criteri normativi stringenti.
Per questo motivo, ogni investimento deve continuare a essere valutato in modo attento, coerente con il proprio profilo di rischio e con un’adeguata strategia di diversificazione.

