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Hai investimenti esteri? Ecco come dichiarare le tue preferenze fiscali

Aggiorna le tue preferenze fiscali per evitare la doppia imposizione sui redditi derivanti dai tuoi investimenti esteri con Walliance

Scritto da Luce

Ogni anno, dal 1° gennaio al 31 marzo, puoi indicare alle società nelle quali hai investito, o nelle quali investirai durante l'anno, come desideri che siano trattate le imposte sui redditi derivanti dai tuoi investimenti effettuati attraverso Walliance.

Questa scelta è rilevante se il tuo Paese di residenza fiscale è diverso dal Paese di residenza fiscale della società offerente o della società che distribuisce il reddito.

In questi casi, potrebbe essere applicabile una Convenzione contro le doppie imposizioni tra i due Paesi. La Convenzione può prevedere, a seconda del tipo di reddito e del Paese coinvolto, una riduzione dell’imposta applicata alla fonte, un’esenzione oppure la possibilità di richiedere successivamente un rimborso delle imposte pagate in eccesso.

Per consentire a Walliance di trasmettere alla società offerente le tue preferenze fiscali, dovrai caricare nella tua area personale un certificato di residenza fiscale valido e, ove necessario, la documentazione convenzionale richiesta per il tipo di reddito e per il Paese coinvolto.

N.B. Walliance effettua una verifica preliminare della documentazione caricata, ma l’applicazione concreta del regime fiscale resta in capo alla società che eroga il reddito, ove questa agisca come soggetto tenuto all’applicazione della ritenuta o al relativo trattamento fiscale.


❌ Non hai bisogno di aggiornare le tue preferenze fiscali se

il tuo Paese di residenza fiscale coincide con il Paese di residenza fiscale di tutte le società offerenti dei progetti in cui hai investito o investirai.

Ad esempio: sei residente fiscale in Italia e hai investito, o investirai, solamente in progetti presentati da società italiane.

✅ Potresti aggiornare le tue preferenze fiscali se

il tuo Paese di residenza fiscale è diverso anche solo da uno dei Paesi di residenza fiscale delle società offerenti dei progetti in cui hai investito o investirai.
Ad esempio: sei residente fiscale in Italia e hai investito, o investirai, in progetti presentati da società francesi o spagnole. Oppure: sei residente fiscale all’estero e hai investito in un progetto presentato da una società italiana.

Se hai dubbi, puoi verificare la residenza fiscale della società nella quale hai investito direttamente nella scheda del progetto, alla sezione “Offerente”.



Quale documento devi fornire

Per richiedere l’applicazione del regime convenzionale, devi fornire un certificato di residenza fiscale rilasciato dall’autorità fiscale competente del tuo Paese di residenza.

Il documento deve essere riferito all’anno fiscale in cui il reddito viene corrisposto.

Il certificato deve essere idoneo ai fini dell’applicazione della Convenzione contro le doppie imposizioni tra il tuo Paese di residenza fiscale e il Paese della società che eroga il reddito. In particolare, deve attestare la tua residenza fiscale ai fini convenzionali o secondo la normativa fiscale applicabile nel tuo Paese di residenza.

Un generico certificato di residenza fiscale non è sufficiente perché non consente di soddisfare i requisiti richiesti. Ai fini dell’applicazione delle Convenzioni contro le doppie imposizioni, è infatti necessario presentare una certificazione specificamente rilasciata per tale finalità. In particolare, il documento deve:

  1. essere in corso di validità per l’anno d’imposta di riferimento;

  2. attestare la residenza fiscale del soggetto;

  3. indicare espressamente che è richiesto ai fini dell’applicazione della Convenzione contro le doppie imposizioni tra il Paese di residenza dell’investitore e il Paese in cui ha sede la società del progetto.

A seconda del Paese, del tipo di reddito e della normativa applicabile, potrebbe essere necessario fornire anche un modulo convenzionale specifico o una dichiarazione integrativa.

A titolo esemplificativo, per l’applicazione diretta del trattamento convenzionale su dividendi, interessi, canoni o altri redditi corrisposti da una società estera, potrebbero essere richieste informazioni ulteriori, tra cui:

  • la dichiarazione che sei il beneficiario effettivo del reddito;

  • l’indicazione del tipo di reddito percepito;

  • l’identificazione della società che eroga il reddito;

  • la richiesta di applicazione dell’aliquota convenzionale, dell’esenzione o del diverso trattamento previsto dalla Convenzione;

  • la dichiarazione che il reddito non è collegato a una stabile organizzazione o base fissa nel Paese della fonte;

  • eventuali moduli fiscali previsti dal Paese della fonte o concordati tra le autorità fiscali dei due Paesi.

ℹ️ Non sono considerati idonei documenti diversi dal certificato fiscale e dalla documentazione convenzionale richiesta, come certificati anagrafici, bollette, contratti di lavoro, certificati di salario, permessi di soggiorno, carte d’identità o altri documenti che non siano rilasciati dall’autorità fiscale competente o che non consentano di verificare i presupposti per l’applicazione del regime convenzionale.

Il certificato deve essere emesso per ciascun Paese?

Sì, se hai investimenti in più Paesi esteri, è necessario fornire un certificato o una documentazione idonea per ciascun Paese in cui hanno residenza fiscale le società dei progetti in cui hai investito.

Ad esempio, se sei residente fiscale in Italia e hai investito in progetti presentati da società francesi e spagnole, dovrai fornire due certificazioni: una certificazione valida ai fini dell’applicazione delle Convenzioni Italia-Francia e una una certificazione valida ai fini dell’applicazione delle Convenzioni Italia-Spagna.

Come richiedere la certificazione di residenza fiscale

Il certificato di residenza fiscale deve essere richiesto all’autorità fiscale del Paese in cui sei fiscalmente residente.

Ad esempio, se sei residente fiscale in Italia, il certificato deve essere richiesto all’Agenzia delle Entrate. Se sei residente fiscale in Francia, Spagna o in un altro Paese, dovrai rivolgerti all’autorità fiscale competente di quel Paese.

Ti suggeriamo di specificare, al momento della richiesta, che il certificato ti serve per l’applicazione di una Convenzione contro le doppie imposizioni con il Paese in cui ha sede la società offerente o la società che eroga il reddito.

Quando disponibile, è preferibile utilizzare il modulo previsto dall’autorità fiscale del Paese della fonte o dalla Convenzione applicabile. In alternativa, può essere accettata documentazione equivalente, purché consenta alla società che eroga il reddito di verificare e conservare agli atti tutti gli elementi richiesti per l’applicazione del trattamento convenzionale.

Come caricare il documento nella tua area personale

Una volta ottenuta la certificazione, accedi alla tua area “Account” > “Servizi” > “Tassazione”. Da qui potrai:

  1. verificare che il Paese di residenza fiscale indicato nel tuo account sia corretto;

  2. modificare le tue preferenze fiscali;

  3. richiedere, ove disponibile, l’applicazione del regime convenzionale;

  4. caricare il certificato di residenza fiscale e l’eventuale documentazione integrativa;

  5. confermare la dichiarazione tramite OTP.


Se il Paese di residenza fiscale indicato nel tuo account non è corretto, dovrai prima aggiornarlo dalla sezione “I miei dati” > “Verifica identità e indirizzo”.


Cosa succede dopo il caricamento

Al momento dell’erogazione del reddito, Walliance effettuerà una verifica preliminare della documentazione ricevuta e comunicherà alla società offerente le preferenze fiscali da te espresse.

La società che eroga il reddito valuterà, solo il quel momento anche con il supporto dei propri consulenti, se la documentazione ricevuta sia idonea per applicare direttamente il trattamento convenzionale, ove previsto.

L’eventuale applicazione dell’aliquota ridotta, dell’esenzione o del diverso trattamento previsto dalla Convenzione resta in capo alla società che eroga il reddito, nei limiti e sotto la responsabilità previsti dalla normativa applicabile.

Cosa succede se non carichi il certificato entro il 31 marzo

Se non carichi la documentazione richiesta entro il 31 marzo, non sarà possibile aggiornare le preferenze fiscali per l’anno in corso attraverso la piattaforma.

In questo caso, la società che eroga il reddito applicherà il trattamento fiscale ordinario previsto dalla normativa del Paese della fonte, salvo diversa valutazione della società stessa.

Potrai comunque verificare con il tuo consulente fiscale se sia possibile recuperare eventuali imposte pagate in eccesso attraverso la dichiarazione dei redditi, un credito d’imposta, una procedura di rimborso o altri strumenti previsti dalla normativa applicabile.


Cosa succede se non riesci a ottenere il certificato

Se non riesci a ottenere il certificato di residenza fiscale o la documentazione convenzionale richiesta, non c’è un blocco sugli investimenti.

Tuttavia, potresti non poter beneficiare dell’applicazione diretta del regime convenzionale alla fonte. In tal caso, eventuali imposte pagate in eccesso potranno essere gestite successivamente, secondo le regole fiscali applicabili nel tuo Paese di residenza e nel Paese della fonte.

Ti consigliamo di confrontarti con il tuo consulente fiscale per verificare il trattamento più corretto in base alla tua situazione personale.

ℹ️ Importante

  • La documentazione fiscale deve essere rilasciata dall’autorità fiscale competente o deve comunque essere idonea a dimostrare i presupposti richiesti dalla Convenzione contro le doppie imposizioni applicabile.

  • Il certificato deve riferirsi all’anno fiscale corretto.

  • Il caricamento della documentazione non garantisce automaticamente l’applicazione del regime convenzionale: la valutazione finale spetta alla società che eroga il reddito, sulla base della normativa applicabile e della documentazione ricevuta.

  • Le Convenzioni contro le doppie imposizioni non comportano sempre l’esenzione totale dall’imposta nel Paese della fonte. In molti casi prevedono soltanto una riduzione dell’aliquota applicabile o la possibilità di richiedere il rimborso della parte di imposta eventualmente pagata in eccesso.

  • Al momento il sistema consente di caricare un solo documento PDF. Se devi fornire più documenti, ti invitiamo a unirli in un unico file PDF prima di caricarli nella tua area personale.

  • Oltre il 31 marzo di ogni anno non sarà più possibile aggiornare le preferenze fiscali per l’anno in corso attraverso la piattaforma.

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