REGOLAMENTO E STATUTO DI UN OICR

Il Regolamento di un OICR è il documento che descrive le regole cui l'OICR si deve attenere.

Nel documento sono generalmente evidenziati gli scopi del fondo, la politica di investimento, la durata del periodo di investimento e la durata del fondo, le modalità del calcolo del valore delle quote del fondo, la banca depositaria, nonché le regole di funzionamento del fondo.

In particolare, l'Art. 37 del D.Lgs n. 58 del 24 febbraio 1998 (Testo Unico della Finanza, abbreviato, “TUF”), con specifico riferimento ai fondi comuni di investimento, indica quanto segue:

  1. "Il regolamento di ciascun fondo comune di investimento definisce le caratteristiche del fondo, ne disciplina il funzionamento, indica il gestore e il depositario, definisce la ripartizione dei compiti tra tali soggetti, regola i rapporti intercorrenti tra tali soggetti e i partecipanti al fondo.
  2.  Il regolamento stabilisce in particolare:

a) la denominazione e la durata del fondo;

b) le modalità di partecipazione al fondo, i termini e le modalità dell'emissione ed estinzione dei certificati e della sottoscrizione e del rimborso delle quote nonché le modalità di liquidazione del fondo;

c) gli organi competenti per la scelta degli investimenti e i criteri di ripartizione degli investimenti medesimi;

d) il tipo di beni, di strumenti finanziari e di altri valori in cui è possibile investire il patrimonio del fondo;

e) i criteri relativi alla determinazione dei proventi e dei risultati della gestione nonché le eventuali modalità di ripartizione e distribuzione dei medesimi;

f) le spese a carico del fondo e quelle a carico della societĂ  di gestione del risparmio;

g) la misura o i criteri di determinazione delle provvigioni spettanti alla societĂ  di gestione del risparmio e degli oneri a carico dei partecipanti;

h) le modalitĂ  di pubblicitĂ  del valore delle quote di partecipazione;

i) se il fondo è un fondo feeder.

Il Regolamento sulla gestione collettiva del risparmio (adottato con il provvedimento della Banca d'Italia del 19 gennaio 2015) al TITOLO V - CAPITOLO I, fissa i criteri generali e il contenuto minimo del regolamento di gestione dei fondi comuni di investimento. Agli stessi principi di redazione deve attenersi anche lo statuto di un OICR, in particolare, di una SICAF o di una SICAV, che sono gli altri due tipi di OICR previsti nel nostro ordinamento assieme ai fondi comuni di investimento. Lo Statuto di una SICAF o di una SICAV contiene le norme essenziali che ne disciplinano l'organizzazione sociale. Lo statuto pone, quindi, le regole di organizzazione interna della società di investimento ed è fonte di doveri (dei componenti degli organi sociali e dei soci) che si collegano a dette regole. Contestualmente, nel caso di SICAV e di SICAF rappresenta anche la sede per disciplinare le obbligazioni del gestore nei confronti degli investitori quali, a titolo esemplificativo, ricordiamo il versamento degli impegni finanziari degli investitori, la gestione dei default degli investitori, istituzione e attribuzione di funzioni di comitati esterni all'ordinamento sociale (es. advisory board), la disciplina delle situazioni di crisi (sospensione dell'attività di investimento, cessazione anticipata del periodo di investimento, sostituzione del team di gestione, ecc.), limitazioni di responsabilità e manleve."

L'art. 35-quater (Capitale e azioni della Sicav), prevede, con riferimento allo Statuto della Sicav:

“…..

5. Lo statuto della Sicav indica le modalità di determinazione del valore delle azioni e del prezzo di emissione e di rimborso nonché la periodicità con cui le azioni possono essere emesse e rimborsate.

6. Lo statuto della Sicav può prevedere:

limiti all'emissione di azioni nominative; particolari vincoli di trasferibilità delle azioni nominative; l'esistenza di più comparti di investimento per ognuno dei quali può essere emessa una particolare categoria di azioni; in tal caso sono stabiliti i criteri di ripartizione delle spese generali tra i vari comparti; la possibilità di emettere frazioni di azioni, fermo restando che l'attribuzione e l'esercizio dei diritti sociali sono comunque subordinati al possesso di almeno un'azione, secondo la disciplina del presente capo. …… “ 

L'art. 35-quinquies (Capitale e azioni della Sicaf), prevede, con riferimento allo Statuto della Sicaf:

“.......

3. Lo statuto della Sicaf indica le modalitĂ  di determinazione del valore delle azioni e degli eventuali strumenti finanziari partecipativi emessi.

4. Lo statuto della Sicaf può prevedere:

limiti all'emissione di azioni nominative; particolari vincoli di trasferibilità delle azioni nominative; l'esistenza di più comparti di investimento per ognuno dei quali può essere emessa una particolare categoria di azioni; in tal caso sono stabiliti i criteri di ripartizione delle spese generali tra i vari comparti; la possibilità di emettere frazioni di azioni, fermo restando che l'attribuzione e l'esercizio dei diritti sociali sono comunque subordinati al possesso di almeno un'azione, secondo la disciplina del presente capo; nel caso di Sicaf riservata e fermo restando quanto previsto dall'articolo 35-bis, comma 4, la possibilità di effettuare i versamenti relativi alle azioni sottoscritte in più soluzioni, a seguito dell'impegno dell'azionista a effettuare il versamento a richiesta della Sicaf stessa in base alle esigenze diinvestimento. ……”

GLOSSARIO per gli OICR

Per chiarire bene a che cosa si riferisce il Regolamento Consob quando cita gli OICR bisogna osservare le definizioni di base che si trovano nelle varie lettere dell'articolo 1 del D.Lgs n.58 del 24 febbraio 1998 (Testo Unico della Finanza, abbreviato, “TUF”), di cui proponiamo un estratto:

“Art. 1 (Definizioni) ……….

i) "societĂ  di investimento a capitale variabile" (Sicav): l'Oicr aperto costituito in forma di societĂ  per azioni a capitale variabile con sede legale e direzione generale in Italia avente per oggetto esclusivo l'investimento collettivo del patrimonio raccolto mediante l'offerta di proprie azioni;

i-bis) "societĂ  di investimento a capitale fisso" (Sicaf): l'Oicr chiuso costituito in forma di societĂ  per azioni a capitale fisso con sede legale e direzione generale in Italia avente per oggetto esclusivo l'investimento collettivo del patrimonio raccolto mediante l'offerta di proprie azioni e di altri strumenti finanziari partecipativi;

j) "fondo comune di investimento": l'Oicr costituito in forma di patrimonio autonomo, suddiviso in quote, istituito e gestito da un gestore;

k) "Organismo di investimento collettivo del risparmio" (Oicr): l'organismo istituito per la prestazione del servizio di gestione collettiva del risparmio, il cui patrimonio è raccolto tra una pluralità di investitori mediante l'emissione e l'offerta di quote o azioni, gestito in monte nell'interesse degli investitori e in autonomia dai medesimi nonché investito in strumenti finanziari, crediti, inclusi quelli erogati a valere sul patrimonio dell'OICR, partecipazioni o altri beni mobili o immobili, in base a una politica di investimento predeterminata;

k-bis) "Oicr aperto": l'Oicr i cui partecipanti hanno il diritto di chiedere il rimborso delle quote o azioni a valere sul patrimonio dello stesso, secondo le modalitĂ  e con la frequenza previste dal regolamento, dallo statuto e dalla documentazione d'offerta dell'Oicr;

k-ter) "Oicr chiuso": l'Oicr diverso da quello aperto;

l) "Oicr italiani": i fondi comuni d'investimento, le Sicav e le Sicaf;

n) "gestione collettiva del risparmio": il servizio che si realizza attraverso la gestione di Oicr e dei relativi rischi;

o) "societĂ  di gestione del risparmio" (Sgr): la societĂ  per azioni con sede legale e direzione generale in Italia autorizzata a prestare il servizio di gestione collettiva del risparmio;

….”

La gestione collettiva del risparmio è un'attività riservata alle Sgr, alle Sicav, alle Sicaf, soggetta alla vigilanza della Banca d'Italia, secondo le modalità stabilite nel TUF e nel Regolamento sulla gestione collettiva del risparmio.

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